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Collezione Gori Pannilini

Una storia di uomini e di stampe a Siena tra il XVIII e XX secolo

a cura di Benedetta Spadaccini

Introduzione


Le stampe della collezione Gori Pannilini furono donate al Comune di Siena dal senatore Augusto alla sua morte, nel 1877, affinché fossero “visibili ad onore dell’arte e a decoro del Paese”. Sfortunatamente, dopo diversi passaggi la raccolta venne in parte dispersa e dimenticata e solo in anni recenti è stata oggetto di sporadici studi.
La mostra ha lo scopo di illustrare la collezione e lo studio alla base della sua ricostruzione e per queste ragioni è divisa in due sezioni virtuali. Sono consultabili digitalmente i tre inventari storici – uno a stampa settecentesco e due manoscritti ottocenteschi – insieme alla pianta del palazzo dove la collezione era originariamente conservata, oggi sede dell’Hotel Continental in via Banchi di Sopra. La seconda sezione propone una selezione di stampe organizzate secondo le scuole di provenienza – italiana, francese, fiamminga e tedesca – rispettando l’ordinamento originale della raccolta. L’obiettivo è restituire la varietà e la ricchezza delle opere, offrendo la possibilità di osservarle nel dettaglio grazie alla visualizzazione digitale ad alta risoluzione.

The prints of the Gori Pannilini collection were donated to the Municipality of Siena by Senator Augusto upon his death in 1877, so that they might be “visible in honor of art and for the decorum of the country.” Unfortunately, after several transfers the collection was partly dispersed and forgotten, and only in recent years has it been the subject of sporadic scholarly studies.
The exhibition aims to illustrate the collection and the research underlying its reconstruction, and for these reasons it is divided into two virtual sections. The three historical inventories – one eighteenth-century printed inventory and two nineteenth-century handwritten ones – can be consulted digitally, together with the floor plan of the palace where the collection was originally housed, now the Hotel Continental on Via Banchi di Sopra.
The second section presents a selection of prints organized according to their schools of origin – Italian, French, Flemish, and German – respecting the original arrangement of the collection. The aim is to convey the variety and richness of the works, offering the opportunity to observe them in detail through high-resolution digital viewing

Galleria documenti


Sono qui integralmente consultabili i documenti relativi alla collezione utili a ripercorrerne la storia. In particolare, i tre inventarii del 1784, 1879 e 1884 sono stati fondamentali per identificare le stampe ad essa appartenenti. Il primo è un opuscolo a stampa anonimo, senza data, privo di altre informazioni e noto in soli due esemplari di 146 pagine che contiene la descrizione di 2.983 stampe, raccolte in 27 tomi, e 3.188 in 46 volumi, per un totale di 6.171 fogli. Il secondo è un fascicoletto manoscritto di 12 carte, scritto nel novembre del 1879, che elenca circa 2.774 incisioni e 58 volumi.
Il terzo è un inventario manoscritto che enumera 2.708 stampe sciolte e 61 volumi.

Here it is possible to consult the documents relating to the collection, which are useful for retracing its history.
In particular, the three inventories of 1784, 1879, and 1884 were fundamental in identifying the prints belonging to it.
The first is an anonymous printed booklet, without a date and lacking further information, known in only two copies of 146 pages. It contains the description of 2,983 prints, arranged in 27 tomes, and 3,188 prints in 46 volumes, for a total of 6,171 sheets. The second is a small handwritten booklet of 12 leaves, written in November 1879, which lists approximately 2,774 engravings and 58 volumes. The third is a handwritten inventory that enumerates 2,708 loose prints and 61 volumes.

Indice della raccolta delle stampe (ante 1784)
Indice della raccolta delle stampe di diverse scuole dell’anticamera rossa, del gabinetto, e retro stanza poste in quadro con cristallo descritte istoricamente con i nomi dei pittori, ed intagliatori [Siena, ante 1784]
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Indice della raccolta delle stampe (ante 1784)
Decreto reale che autorizza il Comune di Siena ad accettare la collezione (19 ottobre 1877)
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Decreto reale che autorizza il Comune di Siena ad accettare la collezione (19 ottobre 1877)
Contratto di deposito all’Istituto delle Belle Arti di Siena della collezione di stampe Gori Pannilini (26 novembre 1879)
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Contratto di deposito all’Istituto delle Belle Arti di Siena della collezione di stampe Gori Pannilini (26 novembre 1879)
Catalogo delle stampe antiche donate al comune dai benemeriti cav. Giuseppe Porri e senatore Augusto de Gori (1884-1896)
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Catalogo delle stampe antiche donate al comune dai benemeriti cav. Giuseppe Porri e senatore Augusto de Gori (1884-1896)

Galleria stampe


Si offre in questa sezione una piccola scelta delle stampe della collezione suddivise per scuole, così come erano differenziate all’interno dei tre inventarii.
La scuola francese è esemplificata da quattro stampe di Jacques Callot, Jean Boulanger, Francois Ragot e Jacques Philippe Le Bas.
Per rappresentare la scuola fiamminga sono Jan van der Straet, Cornelis Cort, Aegidius Sadeler, Johannes Wierix, Jan Sadeler I, Hendrick Goltzius, Pieter de Jode I, Aegidius Sadeler II, Pieter Stevens.
Per la scuola tedesca ci sono incisioni di Albrecht Dürer, Luca di Leida, Heinrich Aldegrever e Theodor Kruger.
A esemplificare le numerose stampe di scuola italiana sono state scelte le opere di Francesco Curti, Giulio Carpioni, Giulio Bonasone, Iacopo Caraglio, Antonio da Trento, Maestro del Dado, Marcantonio Raimondi, Giorgio Ghisi, Diana Scultori, Francesco Villamena, Antonio Tempesta, Raffaello Schiaminossi, Remigio Cantagallina, Simone Cantarini e Stefano della Bella.

This section offers a small selection of prints from the collection, divided by schools, as they were distinguished in the three inventories.
The French school is represented by four prints by Jacques Callot, Jean Boulanger, François Ragot, and Jacques Philippe Le Bas. Representing the Flemish school are Jan van der Straet, Cornelis Cort, Aegidius Sadeler, Johannes Wierix, Jan Sadeler I, Hendrick Goltzius, Pieter de Jode I, Aegidius Sadeler II, and Pieter Stevens. For the German school, there are engravings by Albrecht Dürer, Lucas van Leyden, Heinrich Aldegrever, and Theodor Krüger. To exemplify the numerous prints of the Italian school, works by the following artists were selected: Francesco Curti, Giulio Carpioni, Giulio Bonasone, Iacopo Caraglio, Antonio da Trento, the Master of the Dice, Marcantonio Raimondi, Giorgio Ghisi, Diana Scultori, Francesco Villamena, Antonio Tempesta, Raffaello Schiaminossi, Remigio Cantagallina, Simone Cantarini, and Stefano della Bella.

Scuola italiana
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Scuola italiana
Scuola francese
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Scuola francese
Scuola fiamminga
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Scuola fiamminga
Scuola tedesca
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Scuola tedesca

Conservazione e restauro


Il restauro delle stampe della collezione Gori Pannilini è stato effettuato da Simone Martini (Firenze), per quanto riguarda i materiali cartacei e, per quanto riguarda le stampe su seta, dalla ditta L’Arcolaio (Siena). Gli interventi di conservazione si sono svolti in vari passaggi, dal distacco delle stampe dalle controfondature, al lavaggio e pulitura, alla rimozione delle colle, alle operazioni di disinfezione da muffe e microorganismi, fino all’integrazione di lacune. Ulteriori operazioni di conservazione e valorizzazione, come il montaggio a vista delle stampe su passepartout non acidi, sono opera del restauratore Gianlorenzo Pignatti Morano (Calenzano, Firenze).

The restoration of the prints in the Gori Pannilini collection was carried out by Simone Martini (Florence) with regard to the paper materials, and by the firm L’Arcolaio (Siena) for the prints on silk. The conservation treatments were conducted in several stages, from detaching the prints from their backing supports, to washing and cleaning, removing adhesives, disinfecting against mold and microorganisms, and finally integrating losses. Further conservation and enhancement operations, such as the visible mounting of the prints on non-acidic mat boards, were carried out by the conservator Gianlorenzo Pignatti Morano (Calenzano, Florence).

Digitalizzazione


Il personale del Laboratorio di fotoriproduzione, attivo all’interno della Biblioteca, ha curato l’intera campagna di digitalizzazione della collezione Gori Pannilini. L’attività è stata svolta in diverse fasi e ha compreso sia le riprese effettuate prima degli interventi di conservazione e restauro, sia quelle realizzate successivamente, al fine di documentare in modo completo lo stato dei materiali e gli esiti delle operazioni di recupero e tutela. A supporto di tali operazioni, il Laboratorio si avvale di dotazioni tecnologiche avanzate, tra cui tre scanner planetari – Zeutschel OS Q1, Bookeye 5 V2 Archive e Zeutschel Zeta Comfort – che permettono acquisizioni digitali ad alta qualità nel rispetto delle esigenze conservative dei materiali originali.

The staff of the Photographic Reproduction Laboratory, operating within the Library, oversaw the entire digitization campaign of the Gori Pannilini collection. The work was carried out in several phases and included both the imaging performed prior to the conservation and restoration interventions and that undertaken afterward, in order to fully document the condition of the materials and the outcomes of the recovery and preservation processes. In support of these operations, the Laboratory makes use of advanced technological equipment, including three planetary scanners — the Zeutschel OS Q1, Bookeye 5 V2 Archive, and Zeutschel Zeta Comfort — which enable high-quality digital acquisitions while respecting the conservation requirements of the original materials.

Processo di riconoscimento delle stampe


Prima del restauro la maggior parte delle stampe della collezione Gori Pannilini erano incollate su fogli di supporto, sia singolarmente sia rilegate in volumi, sui quali erano presenti diverse indicazioni. Si tratta di numeri e diciture che fanno riferimento agli inventarii del 1784 e del 1884. Si illustrano di seguito due esempi che aiutano a capire parte del lavoro di riconoscimento che è stato svolto.

Charles Audran, Giove che dirige i venti, prima metà XVII secolo, bulino, mm 270×380
I due dati evidenziati con cerchio verde si riferiscono all’Indice del 1784 dove la stampa attribuita ad Audran è la numero 23 nel Tomo VIII; i tre dati evidenziati con rettangolo arancione si riferiscono al Catalogo del 1884 dove la stampa è nella cartella Ottava la numero 65 alla carta 59a la numero 2345.

Giuliano Traballesi da Guido Reni, Circoncisione, 1760-1780, acquaforte e bulino, mm 485×290
Il dato evidenziato con cerchio verde si riferisce all’Indice del 1784 dove la stampa è la numero 11 nel Tomo IX; i tre dati evidenziati con rettangolo arancione si riferiscono al Catalogo del 1884 dove la stampa è nella cartella Sesta la numero 30 alla carta 30a la numero 2110.

Before the restoration, most of the prints in the Gori Pannilini collection were pasted onto support sheets, either individually or bound in volumes, on which various annotations were present. These consist of numbers and inscriptions referring to the inventories of 1784 and 1884. Two examples are illustrated below to help explain part of the identification work that was carried out.

Charles Audran, Jupiter Directing the Winds, first half of the 17th century, engraving, 270×380 mm. The two details highlighted with a green circle refer to the 1784 Index, where the print attributed to Audran is number 23 in Volume VIII; the three details highlighted with an orange rectangle refer to the 1884 Catalogue, where the print is in the Eighth folder, number 65, on folio 59a, number 2345.

Giuliano Traballesi after Guido Reni, Circumcision, 1760–1780, etching and engraving, 485×290 mm. The detail highlighted with a green circle refers to the 1784 Index, where the print is number 11 in Volume IX; the three details highlighted with an orange rectangle refer to the 1884 Catalogue, where the print is in the Sixth folder, number 30, on folio 30a, number 2110.

Focus


Il busto di Augusto Gori Pannilini

Augusto Gori Pannilini nacque a Siena il 12 ottobre 1820 da Fabio Gori Pannilini e Francesca Pecci; studiò giurisprudenza, si occupò di economia e fu appassionato amatore delle arti. Figura di spicco tra la nobiltà senese, ricoprì diverse cariche istituzionali tra le quali la presidenza della Camera di Commercio ma ebbe anche un ruolo rilevante nella vita politica extracittadina divenendo, nel 1861, senatore. La passione per le arti lo accompagnò per tutta la vita: si fece promotore di diverse commissioni e donazioni, e a partire dal 1875 mise a disposizione – per visite pubbliche – la sua ricca raccolta di stampe antiche esposta nel palazzo di via Banchi di Sopra a Siena. Per sua volontà – alla morte avvenuta nel 1877 – la raccolta di incisioni venne ceduta al Comune di Siena.
Il conte Augusto Gori Pannilini, nel busto di stucco di Giovanni Papini, è ritratto in abiti di ordinaria eleganza: una giacca parzialmente abbottonata e con due taschini da uno dei quali spunta un libretto, la cravatta annodata intorno al colletto e, sulla spalla sinistra, il lembo di un mantello scivolato. La testa è leggermente ruotata verso destra e lo sguardo è attento ma non severo. Il busto è quasi certamente un modello preparatorio, come lasciano intendere la materia e certi difetti di stabilità che in passato hanno concorso a rotture più volte risarcite. L’esecuzione dell’opera deve essere verosimilmente assegnata alla mano dello scultore toscano Giacomo Giovanni Papini, il cui nome, affiancato dalla data, compare vergato a matita sul lato destro della base. Le notizie biografiche su Papini sono scarse, così come le sue opere conosciute; tra queste si ricorda il Busto di gentildonna conservato a Palazzo Pitti a Firenze, firmato e datato 1875. Il busto della Biblioteca comunale è stato oggetto di un intervento di restaurato (2024-2025, Maura Masini) ed è esposto nella sala di conservazione del Gabinetto Disegni e Stampe della Biblioteca.

Augusto Gori Pannilini was born in Siena on October 12, 1820, to Fabio Gori Pannilini and Francesca Pecci. He studied law, engaged in economic matters, and was a passionate art enthusiast. A prominent figure among the Sienese nobility, he held various institutional positions, including the presidency of the Chamber of Commerce, and also played a significant role in broader political life, becoming a senator in 1861. His passion for the arts accompanied him throughout his life: he promoted several commissions and donations, and starting in 1875 he made his rich collection of antique prints, displayed in the palace on Via Banchi di Sopra in Siena, available for public visits. By his will, upon his death in 1877, the print collection was donated to the Municipality of Siena. Count Augusto Gori Pannilini is depicted in Giovanni Papini’s plaster bust wearing attire of ordinary elegance: a partially buttoned jacket with two small pockets, one of which holds a booklet, a tie knotted around the collar, and the flap of a cloak draped over his left shoulder. The head is slightly turned to the right, and the gaze is attentive but not severe. The bust is almost certainly a preparatory model, as suggested by the material and certain stability defects that in the past contributed to multiple repaired breaks. The execution of the work is most likely attributable to the hand of the Tuscan sculptor Giacomo Giovanni Papini, whose name, accompanied by the date, appears in pencil on the right side of the base. Biographical information about Papini is scarce, as are his known works; among these is the Busto di gentildonna, preserved at Palazzo Pitti in Florence, signed and dated 1875. The bust in the Municipal Library underwent a restoration intervention (2024–2025, Maura Masini) and is displayed in the conservation room of the Drawings and Prints Cabinet of the Library.

Giacomo Giovanni Papini (attivo nella seconda metà XIX secolo) Busto di Augusto Gori Pannilini, 1871, stucco modellato e lavorato a spatola e dita, cm 70,5×75×30

Giacomo Giovanni Papini (active in the second half of the 19th century), Bust of Augusto Gori Pannilini, 1871, modeled plaster worked with spatula and fingers, 70.5×75×30 cm