Giuseppe Porri

Storia della Biblioteca di Siena: Giuseppe Porri

Nato a Siena nel 1798, Giuseppe era figlio di Onorato Porri, un brianzolo emigrato in Francia che aveva fatto fortuna costruendo termometri e barometri.

Giunto alla fine a Siena, si era dedicato al commercio dei libri, riuscendo, nel 1805, anche ad avviare una tipografia, iniziando, con l'aiuto del monaco olivetano Bernardo Rozio, la stampa di opuscoli scolastici e in caratteri greci e divenendo dopo qualche anno stampatore dell'Università di Siena.

Fu nell'ambiente universitario cittadino che Giuseppe Porri si avvicinò alle idee mazziniane, rimanendo coinvolto, nel corso del 1833, negli arresti seguiti alla scoperta di un'associazione segreta, detta dei "Fratelli di Bruto", e di un tentativo insurrezionale,

Deportato nella Fortezza di Livorno per tre mesi, al ritorno a Siena si dedicò completamente alla gestione dell'azienda libraria e tipografica paterna, rinunciando ad una vita politica attiva e rimanendo comunque in stretto contatto con l'ambiente liberale moderato toscano di quegli anni. La corrispondenza e l'amicizia con l'editore svizzero trapiantato a Firenze Giovampietro Vieusseux lo portò anche ad essere uno dei più solerti collaboratori dell' "Archivio storico italiano". Ma, al di là dell'adesione di principio al liberalismo e alla politica culturale dei moderati toscani, Giuseppe Porri si limitò negli anni successivi alla detenzione ad un'intensa attività imprenditoriale nel settore del commercio librario, pur ponendosi come uno dei protagonisti più attivi delle iniziative culturali ed imprenditoriali a carattere nuovo che tentarono di smuovere il grigio panorama della Siena di metà Ottocento: fra l'altro la creazione di una banca di sconto, la costruzione della linea ferroviaria Siena-Empoli, l'organizzazione del fallito Congresso degli Scienziati Italiani del 1848. Giunse, soltanto dopo l'Unità, ad essere nominato nel Consiglio comunale di Siena.

Oltre alla competenza professionale, che ne fece uno degli editori più attivi del panorama librario italiano del secolo XIX, la fine cultura di questo libraio servì ad individuarlo come uno dei punti di riferimento degli intellettuali e artisti stranieri di passaggio a Siena e, attraverso il salotto letterario costituitosi attorno alla sua libreria, il centro di contatti e corrispondenze che varcavano non di rado le mura cittadine. Si dedicò in questo contesto anche alla trascrizione e alla pubblicazione di cronache e documenti medievali senesi.

Gran parte della sua vita Giuseppe Porri dedicò anche -e con una passione a tratti incontrollabile- ad un collezionismo colto ed informato, che si esplicò verso oggetti diversi: sigilli medievali, monete, medaglie, stampe, incisioni, ritratti. Una menzione particolare merita forse la sua raccolta di oltre ventimila autografi di personaggi celebri, costruita negli anni attraverso una fitta rete di scambi e di acquisti, capace di pezzi e curiosità notevoli e di carteggi importanti.

Morto nel 1885, Giuseppe Porri legò alla Biblioteca Comunale di Siena tutte le sue collezioni.